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Il Parco dell’Antola è ricco di elementi di interesse per moltissime categorie di persone

 Le peculiarità geografiche delle valli dell’Antola ne fanno uno scrigno di biodiversità, dove gli ecosistemi mediterranei convivono e si integrano con quelli continentali, generando rari endemismi e spettacolari “paradossi” climatici e ambientali.

Turismo naturalistico

Questa varietà biologica e paesaggistica fa del territorio del Parco dell’Antola una destinazione d’eccezione per gli amanti del turismo naturalistico. Le fioriture che in primavera colorano i prati dei crinali dell’Antola sono sicuramente un’attrazione “storica”, che riporta alla memoria le narcisate non proprio “ecologically correcrt” degli Anni ’50 e ’60, ma che ancora oggi stupisce e appassiona chi, con approccio consapevole e rispettoso, vuole godere della bellezza e della rarità delle specie floristiche endemiche del territorio.

Non sono solo i fiori e le piante delle valli dell’Antola a meritare la nostra attenzione. La varietà biologica di queste valli riguarda anche la fauna. Inoltrandosi per i sentieri è frequente l’incontro con i piccoli e grandi animali che popolano i boschi e le praterie montane: dallo scoiattolo al daino, dal martin pescatore alla poiana, dalla salamandra comune alla rara rana temporaria.

Più difficile, certo, è fare la conoscenza con il lupo, il grande carnivoro, simbolo stesso della natura selvaggia, che da qualche tempo è tornato a popolare le montagne dell’Appennino ligure. Per conoscere le caratteristiche, la storia e il mito di questo schivo predatore, il Parco ha però allestito l’affascinante percorso interattivo del centro visita “Il lupo in Liguria” .

Alzando lo sguardo, fra queste valli si può ammirare uno dei cieli italiani dove minore è il fenomeno dell’inquinamento luminoso. Nelle notti limpide milioni di stelle luccicano sopra i crinali dell’Antola che diventano un punto di osservazione privilegiato per tantissimi astrofili. Non a caso proprio qui, a 1460 metri di quota, in prossimità della località Casa del Romano, sorge l’Osservatorio Astronomico del Parco dell’Antola. Dotato di un modernissimo telescopio, di un planetario di ultima generazione e una sala multimediale l’Osservatorio propone un ricco programma di visite ed eventi, sia di giorno che di notte.

Un paradiso per gli amanti dell’outdoor

Affascinante terreno di ricerca e scoperta per studiosi e appassionati della natura, le valli dell’Antola sono anche un entusiasmante “parco giochi” per gli amanti dell’escursionismo e degli sport all’aria aperta. Trekker, amanti della mountain bike, cicloturisti e ippoturisti qui possono trovare una vasta rete di itinerari ben curati e segnalati. Percorrere le dorsali di queste montagne che spesso superano i 1000 metri di altitudine, attraverso fitti boschi, prati fiorite di narcisi in primavera e coperti di neve in inverno, con lo sguardo che spazia dal blu del mare alle alte più alta vette innevate delle Alpi centrali e occidentali è un’esperienza rara ed emozionante, che pochi altri luoghi in Italia possono offrire. Poi ci sono fiumi e torrenti. Lo Schivia e il Trebbia, con i loro tanti affluenti, che nei secoli hanno dato la vita a queste montagne, nutrendo la terra e facendo girare le ruote dei mulini. Oggi queste acque, fresche e pulite, sono il rifugio di numerose specie ittiche pregiate e una destinazione apprezzatissima di pescatori che, nel rispetto di regolamenti severi e attenti alla salvaguardia della biodiversità, vengono da tutto il territorio nazionale e dall’estero per lanciare le loro lenze fra la bellezza e la tranquillità di queste valli. Abbondanza d’acqua, ripidi dislivelli, canyon e rapide richiamano infine i praticanti del canyoning e del kayak.

Sulle orme della storia

Anche la storia è passata fra queste valli, lasciando come testimonianza antichi manieri, arrampicati fin sulle rocce più impervie, come l’incredibile Castello delle Pietra (, ricordo delle contese degli antichi signori per assicurarsi il controllo delle “vie del sale” che transitavano per queste valli al confine fra Piemonte, Lombardia, Emilia e Liguria. Non sono solo i resti monumentali a raccontare queste vicende antiche di secoli. Assieme alle merci lungo le strade e le mulattiere di queste montagne, hanno viaggiato idee, culture, e tradizioni che qui si sono incontrate e contaminate vicendevolmente, dando origine ad un folclore originale che ancora oggi rivive nelle tante feste della tradizione e nei forti legami che la gente delle valli dell’Antola mantiene con le proprie radici contadine.

I luoghi del silenzio

Muri sbrecciati, architetture che appartengono al nostro passato, paesi che hanno motivi diversi per essersi trasformati da località piene di vita a luoghi della solitudine. Il Parco Naturale Regionale dell’Antola conserva verità di gente anonima vissuta attorno al maniero feudale o lungo magre fasce di terra, borghi abbandonati e villaggi che costituiscono uno spaccato di storia del nostro Paese. In Valbrevenna, all’inizio del Novecento si contavano almeno una dozzina di mulini per macinare le castagne, oggi a malapena ne restano i ruderi. Visitare questi luoghi raggiungibili solo grazie ad antiche mulattiere e sentieri vuol dire immergersi in una condizione surreale in cui il tempo sembra essersi fermato, in straordinaria comunione con l’ambiente circostante. Il Parco Regionale dell’Antola si pone come un vero e proprio laboratorio per la tutela, il recupero e mantenimento della cultura locale, anche perché in tanti, oggi, sentono l’esigenza di risalire l’Appennino per camminare e per capire il legame che c’era tra la popolazione e le risorse locali.

l gusto della tradizione

Ricca e variegata, almeno quanto la diversità biologica climatica e paesaggistica del territorio, è la tradizione enogastronomica delle Valli dell’Antola, sicuro elemento di attrazione per gli amanti del turismo enogastronomico che qui possono trovare tanti prodotti e piatti genuini, spesso realizzati con ingredienti a chilometri “zero” da quei produttori e ristoratori il cui lavoro è valorizzato anche dall’Ente Parco, con la concessione dei marchi di qualità “Sapori del Parco” e “Miele del Parco(link alla sezione produttori). Nel territorio del Parco dell’Antola si contano ben trentasei prodotti locali inseriti nella lista dei PAT (mettere link alla sezione prodotti) (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) del Ministero delle Politiche Agricole. Fra questi alcuni sono già ampiamente conosciuti, come il canestrelletto di Torriglia, uno dei dolci più famosi e apprezzati del territorio, oppure la patata quarantina Dop, ingrediente base di molti piatti della cucina dell’entroterra, poi gli insaccati e le carni spesso derivate da razze autoctone come la mucca cabannina. Ma questi sono solo alcuni dei petali di una ricchissima corolla di sapori che attendono di essere scoperti e apprezzati dai buongustai.

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