Radius: Off
Radius:
km Set radius for geolocation
Cerca

Il territorio del Parco: Le Aree di protezione

Per attuare i suoi obiettivi di tutela e valorizzazione territoriale, il Parco dell’Antola, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 12 della Legge n. 394 del 1991, ha elaborato un “Piano del Parco”, all’interno del quale viene delineata la cosiddetta zonizzazione, con l’individuazione di differenti aree di protezione.

Col termine “zonizzazione” (o “zonazione”, dall’inglese zoning) si intende la suddivisione del territorio stesso in aree aventi caratteristiche omogenee, che si differenziano in base alle attitudini e alle destinazioni d’uso. In ognuna di tali aree vengono definiti livelli di tutela e divieti (rispetto alle attività antropiche), che corrispondono all’importanza qualitativa e quantitativa delle emergenze naturalistiche presenti.

L’area protetta dell’Antola è stata suddivisa in tre diverse fasce di protezione:

  • ZONA B o riserva generale orientata
  • ZONA C o area di protezione
  • ZONA D o area di sviluppo

A queste tre fasce si affiancano le zone contigue, funzionalmente connesse all’area parco.

Zona B o riserva generale orientata

Con il termine riserva generale orientata si identificano quelle zone che contengono luoghi di particolare valore per la conservazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico. Tali zone possono tollerare usi umani, come la ricerca e alcune forme di attività ricreative, se pure in modo controllato.

Esse sono sedi di attività turistiche con una fruizione rispettosa dell'ambiente o di itinerari didattici e di attività orientate alla conservazione o miglioramento dei valori naturalistici e paesistici, anche attraverso il mantenimento delle attività agro-silvo-pastorali tradizionali.
Il Piano del Parco dell’Antola individua come Zona B una sola area in corrispondenza delle Rocche del Reopasso, quale emergenza geomorfologica che caratterizza il paesaggio della Val Vobbia. Le Rocche appartengono ad una particolare formazione rocciosa denominata conglomerato di Savignone costituita da estesi affioramenti di sedimenti marini che risalgono all'epoca oligocenica. Gli obiettivi da perseguire sono la conservazione delle formazioni di conglomerato, della flora e della fauna e la promozione di una fruizione consapevole. In ragione della natura della Riserva, sono ammesse le sole attività volte alla sua conoscenza e a preservarne l’integrità, nonché le attività escursionistiche e alpinistiche esclusivamente lungo i tracciati esistenti.

Zona C o area di protezione

Con la classificazione Zona C si individuano gli ambiti caratterizzati dalla presenza di valori naturalistici ed ambientali inscindibilmente connessi con particolari forme colturali, produzioni agricole e modelli insediativi. In tali aree obbiettivi prioritari del Piano del Parco sono la conservazione, il ripristino e la riqualificazione delle attività, degli usi e delle strutture produttive caratterizzanti, unitamente ai segni fondamentali del paesaggio naturale ed agrario.

Sono pertanto ammessi gli usi e le attività agricole, nonché quelle abitative, artigianali e turistico-ricettive, atte a favorire il miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali, della qualità ambientale e del paesaggio.
Le Zone C interessano la maggior parte del territorio del Parco dell’Antola e si riferiscono ad ambiti caratterizzati dalla presenza di valori naturalistici ed ambientali connessi a particolari forme colturali, produzioni agricole e modelli insediativi e rispondono alla volontà di mantenere paesaggi rurali di elevato valore, significativi per la sperimentazione di forme di gestione di tutela attiva. A Montebruno, uno dei Comuni della Val Trebbia inseriti in Zona C, il Museo della Cultura Contadina, annesso al Santuario, è articolato in diverse sezioni che danno la misura della fatica e dell'operosità delle popolazioni che hanno modellato il paesaggio rurale di queste Valli; di particolare interesse risulta essere il Santuario di Montebruno. A Busalla, uno dei Comuni della Valle Scrivia il cui territorio è parzialmente inserito in ZONA C, merita una visita il santuario di Nostra Signora della Bastia.

Zona D o area di sviluppo

Le ZONE D o aree di sviluppo definiscono aree di particolare interesse per il Parco, con elevati valori naturalistici e presenza di strutture destinate ad ospitare attività e servizi utili alla fruizione e valorizzazione del Parco ed allo sviluppo economico di tutto il comprensorio.

E sono così individuabili:
  • Area della vetta del Monte Reale (Area D1)
  • Il torrente Vobbia e il Castello della Pietra (Area D2)
  • L’Ecomuseo della Valbrevenna (Area D3)
  • Area della vetta del Monte Antola e rifugio (Area D4)
  • Lago del Brugneto (Area D5)
  • Osservatorio Astronomico - Case del Romano (Area D6)

Zone contigue funzionalmente connesse all'area parco

Le aree contigue, pur non ricadendo in area protetta, costituiscono porzioni di territorio ad essa funzionalmente connesse. Rientrano in questa partizione della zonizzazione i borghi caratteristici di Chiappa e Senarega, nel comune di Valbrevenna e quello di Pentema (comune di Toriglia).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati

Inline
Inline

Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti, per offrirti servizi in linea con le tue preferenze ed in alcuni casi per inviare messaggi pubblicitari. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookies. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookies Clicca qui

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi