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Le orchidee spontanee

Le orchidee spontanee

Piccoli grandi capolavori della natura

Tutti conoscono le splendide orchidee in vendita dai fiorai, provenienti dai climi tropicali, ma probabilmente non tutti sono consapevoli che anche i paesi europei, mediterranei, Italia compresa, ospitano una numerosissima rappresentanza di orchidee spontanee.

A questo punto potrebbe anche essere inutile precisare che la Liguria non fa eccezione ed anzi, data la straordinaria varietà di climi e di ambienti che caratterizzano la nostra regione, possiamo vantare la contemporanea presenza di orchidee tipiche dei pascoli alpini, di boschi, prati temperati e di ambienti aridi mediterranei.

Ma quante sono? Secondo le ricerche più recenti le specie liguri sono oltre 70, anche se sono sempre aperte discussioni sulle forme che, secondo alcuni autori, sarebbero da considerare ulteriori specie indipendenti, invece che semplici varietà di altre specie già descritte.

Come sono fatte?

Pur non essendo di grandi dimensioni come le cugine tropicali, anche le nostre orchidee presentano una varietà di forme e di colori esteticamente pregevoli, ma è soprattutto la struttura del fiore che spicca per originalità: osservandolo bene è evidente la presenza di un petalo, più grande e/o di colore diverso dagli altri, chiamato labello, che svolge la funzione di attirare gli insetti impollinatori e ne permette l’atterraggio su una comoda pista.

A questo punto l’insetto viene in contatto con l’apparato riproduttivo del fiore “prendendo in carico” le masse polliniche che trasporterà, ignaro, sui fiori vicini garantendone la riproduzione. Nelle specie del genere Ophrys avviene poi uno dei più incredibili inganni messi in scena in natura: il labello di queste orchidee, frequenti nei pratelli aridi e negli arbusteti mediterranei, riproduce fedelmente la femmina di insetti quali api, bombi e simili. Accade quindi che il maschio, pensando di avere a che fare con una “gentil signora”, si lanci e tenti di accoppiarsi, ma l’unico risultato che ottiene è quello di favorire la riproduzione dell’orchidea.

Esemplare di Orchis tridentata. Le orchidee spontanee assumono forme e colori tra i più svariati. Foto M. Marsili

Sono rare?

Tra le specie osservate fino ad ora in Liguria, alcune spiccano per rarità come per esempio la splendida ofride specchio (Ophrys speculum), lo stranissimo epipogio (Epipogium aphyllum), il barbone adriatico (Himantoglossum adriaticum), l’orchidea muschiata (Herminium monorchis), la listera minore (Listera cordata), l’orchidea pauciflora (Orchis pauciflora), note in sole 5 località in tutta la Liguria.

Alcune specie come la orchidea incarnata (Dactylorhiza incarnata), l’elleborine palustre (Epipactis palustris), l’orchidea acquatica (Orchis laxiflora), il viticcino estivo (Spiranthes aestivalis) sono legate ad ambienti poco comuni, molto fragili e in forte rarefazione come le zone umide, per cui meritano particolare attenzione per garantirne la salvaguardia.

Un buon numero di specie cresce in praterie collinari e montane che si mantengono grazie alle pratiche di sfalcio, pascolo e presidio del territorio, dipendono quindi anche dalle attività umane che sono state riconosciute indispensabili anche dalle direttive europee per mantenere questi ambienti seminaturali altrimenti perduti.

“La “raccolta fotografica” è il modo migliore per apprezzare questi meravigliosi fiori e far sì che chi arriva dopo di noi possa godere dello stesso spettacolo. Foto M. Esposito

Anche le valli Scrivia e Trebbia ed il territorio del Parco dell’Antola ospitano numerose orchidee (circa 40 specie). Tra queste la protagonista per rarità ed importanza naturalistica è la nigritella (Nigritella rhellicani), specie tipica dei pascoli subalpini, che ha proprio sul Monte Antola le uniche stazioni di crescita di tutto l’Appennino ligure. Purtroppo risulta ormai rara per i cambiamenti nei carichi e nelle pratiche di pascolo degli ultimi decenni.

Nei prati aridi con roccia affiorante dei conglomerati di Savignone è possibile osservare anche alcune ofridi come l’ofride dei fuchi (Ophrys fuciflora) o il fior ragno (Ophrys sphegodes).

Tra le specie dei boschi, oltre alle bianche cefalantere, è importante la presenza dell’elusiva coralloriza (Corallorhiza trifida), molto rara in Liguria.

Infine una citazione per le numerose specie dei prati montani, che pur non essendo tutte particolarmente rare contribuiscono ad impreziosire con i loro colori e la loro presenza la biodiversità floristica del Parco e diventano attori protagonisti delle spettacolari fioriture che rendono celebre il Monte Antola. Tra queste si ricordano l’orchidea sambucina (Dactylorhiza sambucina) con le varietà a fiori gialli e rossi, l’orchidea maschia (Orchis mascula), il giglio caprino (Orchis morio), l’orchidea globosa (Traunsteinera globosa), l’orchidea purpurea (Orchis purpurea), l’orchidea screziata (Orchis tridentata) e l’orchidea bruciacchiata (Orchis ustulata).

Merita una citazione il barbone adriatico (Himantoglossum adriaticum), specie di grande taglia e rarissima in Liguria, inserita nelle specie protette dalla direttiva europea “Habitat” per la conservazione della biodiversità, segnalata in Valle Scrivia ma a rischio di scomparsa per gli attacchi ai bulbi da parte dei cinghiali.

Sono protette?

 

La rara nigritella (Nigritella rhellicani). Foto S. Marsili

La convenzione di Washington del 1973 è la prima a considerare le orchidee anche in ambito legislativo internazionale. Oggi in Italia le singole leggi regionali di protezione della flora e della biodiversità assegnano, almeno alle orchidee più rare o vistose, una protezione. In Liguria le orchidee, così come diverse altre specie della nostra flora spontanea, sono protette dalla Legge Regionale (28/2009) che ne vieta o limita la raccolta a seconda della specie. Si tratta spesso di fiori rari, ma talvolta anche semplicemente di fiori particolarmente belli per i quali la protezione è divenuta necessaria per disincentivare un’accanita e dannosa raccolta.

La legge del 2009 vieta la raccolta di Epipactis palustris, Goodyera repens e tutte le specie del genere Ophrys, mentre inserisce a protezione parziale (raccolta limitata di esemplari senza gli apparati sotterranei) di tutte le entità del genere Anacampis, Dactylorhiza, Orchis e Traunsteinera globosa. Spicca infine, nel contesto della direttiva europea “Habitat”, la presenza delle “Praterie aride su substrato calcareo con facies arbustate”, che assume lo stato di habitat prioritario in presenza di “notevoli fioriture di orchidee”, dove il termine “notevole” indica la presenza di numerose specie o di importanti popolazioni di orchidee rare a livello regionale.

Invitiamo tutti alla scoperta dell’incredibile biodiversità della nostra regione, costituita anche da queste straordinarie piante, sofisticate, spesso colorate, qualche volta sfuggenti, a volte rare, ma presenti in tutti gli ambienti dai boschi ai prati, dalle coste mediterranee alle vette delle montagne. Quale migliore occasione per percorrere i sentieri del Parco dell’Antola alla ricerca delle Orchidee spontanee armati di fotocamera, lo strumento migliore per portare con sé e per poter condividere con gli altri un originalissimo album di flora ligure salvaguardandole!

 

 

 

 

di Stefano Marsili
Naturalista esperto in botanica applicata e autore di:

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