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Itinerario a piedi
COME ARRIVARE
Accessi stradali: a) Usciti al casello di Busalla dell'autostrada A7 Milano-Genova, alla prima rotatoria si gira a sinistra e alla seconda si va a destra. Attraversato il Torrente Scrívia su un ponte, si rimonta la Val Seminella fino a Crocefieschi; da qui si prosegue a sinistra sulla carrozzabile che scende a Vóbbia. b) Usciti al casello di Isola del Cantone dell’A7 si prende a destra la strada per Vóbbia.
LOCALITÀ DI PARTENZA
Vòbbia
LOCALITÀ DI ARRIVO
Castello della Pietra
TEMPO DI PERCORRENZA
2 ore
DISLIVELLO
+ 150 - 50 metri
DIFFICOLTÀ
E
LUNGHEZZA DEL PERCORSO

Il sentiero, realizzato dall’ITIS di Borgo Fornari e dal CSC Ronco Scrívia, è stato in seguito migliorato a cura dell’Ente Parco e dato in manutenzione al gruppo “Camminiamo insieme” di ATL Coop Liguria.

Sulle orme dei Castellani e delle loro guarnigioni, l’itinerario ricostruisce, passo dopo passo, la storia e le tradizionali pratiche della gente di questa valle, riscoprendo, accanto al lavoro e alle fatiche dell’uomo, emergenze ambientali di grande pregio e interesse naturalistico (dal pieghevole Il sentiero dei Castellani).

Il borgo di Vobbia sorge alla confluenza dei torrenti Fabio e Vallenzona, che unendosi originano il Torrente Vobbia: infatti «Vu-beia significa gente (o borgo) sul torrente, dove vu è l’insieme dei viventi e beia è il beo, il fosso. […] Il borgo sorse probabilmente nell’Alto Medioevo in relazione alla Via del Sale ma fu per secoli solo un “posto tappa”, una località di lavoro per osti, stallieri e commercianti che risiedevano a Noceto o in altre frazioni. Rimase solo una “stazione” dove gli uomini e gli animali potevano trovare ricovero fino al 1600, quando cominciò la sua storia ecclesiastica con la costruzione dell’Oratorio della SS.ma Trinità».

L’oratorio conserva interessanti reperti legati alla confraternita, dedita al riscatto dei cristiani schiavi e, sulle sue pareti, si ammira la più antica rappresentazione del Castello della Pietra, risalente al 1645. Vobbia fu legata al feudo fliscano di Croce per seicento anni, mentre la frazione Torre, alle falde del Monte Cravì, era parte del feudo del Castello della Pietra di cui era l’unico centro abitato. Il comune fu costituito solo nel 1903. È una delle ultime località dove viene prodotta la “mostardella”.

La descrizione dell’itinerario

Da Vobbia (475 m, negozi, bar) si segue il segnavia “croce gialla” lungo la stradetta che, oltre la farmacia, sale verso nord alla frazione Torre (490 m). Qui si prende a sinistra un sottopassaggio tra le case, si scende per una cinquantina di metri su asfalto e, spostandosi pochi metri a destra, si arriva all’inizio del “Sentiero dei Castellani”, evidenziato da un pannello dell’Ente Parco Antola, che illustra l’itinerario.

Inizialmente il sentiero sale a fianco del Rio delle Crèuze, poi gira improvvisamente a sinistra e prosegue quasi in piano per un buon tratto. Il primo punto tappa è situato in località Poggetto, balcone panoramico sul paese e sulla vallata, e per questo sede in passato di un’antica torre d’avvistamento.

Il sentiero prosegue in piano tra gli alberi, alternati a tratti più aperti e dirupati. Il secondo punto tappa evidenzia un antico “secchereccio” (o àbergu), piccola costruzione utilizzata per essiccare le castagne. Più avanti, terzo punto tappa, si osserva una “piazzola da carbone”, dove veniva fatta bruciare lentamente la legna per produrre il carbone.

Il quarto punto tappa ci mostra la roccia chiamata conglomerato, formata da ciottoli di varie dimensioni, cementati insieme da una pasta più fine. Si arriva quindi ad un punto panoramico sulla vallata, dove si può notare l’azione erosiva del Torrente Vobbia, che ha scavato meandri e un vero e proprio canyon (quinto punto tappa).

Da qui si scende nel bosco misto (sesto punto tappa) oltrepassando il Rio Ronchetti su un ponte di legno, poi si risale lungo un costone roccioso e si arriva ad un bel punto di osservazione sul Castello della Pietra con alle spalle la piatta “Beserga” o “Roccia delle Streghe”.

Il sentiero prosegue nella valletta del Rio Campo, dove si attraversa una zona umida e ombrosa ricca di felci (settimo punto tappa). Oltrepassato il rivo, si svolta improvvisamente a sinistra tra gli alberi, che si fanno via via più radi e poi lasciano il posto al conglomerato e alla caratteristica vegetazione rupestre (ottavo punto tappa), in prossimità di un’area attrezzata. I Torrioni del Castello della Pietra sono ormai sopra di noi: proseguendo su una cengia rocciosa con ringhiera metallica, si arriva alla scalinata d’accesso al Castello della Pietra (580 m, nono punto tappa).

Se non si vuole ritornare indietro lungo l’itinerario percorso all’andata, si può scendere per il comodo sentiero d’accesso al castello, che in un quarto d’ora conduce alla strada tra Isola del Cantone e Vóbbia. Seguendola verso sinistra, con tre chilometri di cammino pianeggiante si ritorna a Vobbia.

Itinerario tratto dal volume di A. Parodi e A. Schiavi “La catena dell’Antola (113 escursioni tra Scrivia, Trebbia e Oltrepo, sui monti delle Quattro Province)”, ed. Andrea Parodi, Cogoleto 2015 (www.parodieditore.it).

MAPPA

Commenti (2)

    1. Confermiamo Marco 🙂 Siamo all’interno del SIC “Conglomerato di Vobbia”, un sito tutelato per la particolarità di ambienti e specie che in esso si possono incontrare. Il periodo migliore per percorrere l’itinerario è la primavera quando sotto le fronde dei castagni e del carpino brilla il blu della scilla (Scilla bifolia), il rosa del dente di cane (Erythronium denscanis) e il bianco del bucaneve (Galanthus nivalis), ma anche a metà maggio perché sembra di essere catapultati in una giungla giurassica, l’ambiente è ideale per molte specie di felci il sottobosco si arricchisce di altre splendide fioriture.

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