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ITINERARIO A PIEDI
COME ARRIVARE
Autostrada A7 Milano – Genova, uscita Isola del Cantone, seguire indicazioni per Vobbia. In alternativa, uscita Busalla, direzione Val Seminella, Crocefieschi, infine Vobbia.
LOCALITÀ DI PARTENZA
Località Torre (490 m), Vobbia (475 m)
LOCALITÀ DI ARRIVO
Castello della Pietra (580 m)
TEMPO DI PERCORRENZA
2 ore
DISLIVELLO
150 metri in salita, 50 metri in discesa
DIFFICOLTÀ
E
LUNGHEZZA DEL PERCORSO

Pareti di roccia verticali che emergono dai folti boschi, incastonato tra esse un antico maniero. Stiamo sognando? No, è il Castello della Pietra, una perla storica unica nel suo genere che si può raggiungere lungo un itinerario dai forti contenuti storici e culturali: il Sentiero dei Castellani.

A Vobbia (475 m) il segnavia croce gialla indica la direzione per immettersi lungo l’antica via medioevale, il Sentiero dei Castellani, che inizia presso località Torre (490 m), dove un pannello informativo dell’Ente Parco mostra il tracciato, che attraverso l’andamento sinuoso del canyon scavato dal torrente Vobbia conduce all’affascinante Castello della Pietra, capolavoro di architettura castellana ligure.

La prima tappa è il Poggetto, uno sperone di roccia con splendida vista sull’abitato di Vobbia; non stupisce che qui vi fosse una torre di avvistamento. Complice l’esposizione a sud, si attraversa un ambiente caldo e secco, dove affiorano i Calcari dell’Antola e su cui ha radicato la vegetazione amante delle zone assolate.

Le farfalle volano tra piante aromatiche e numerose specie di orchidee come l’Orchis purpurea o l’Ophrys sphegodes. Siamo all’interno del SIC “Conglomerato di Vobbia”, un sito tutelato per la particolarità di ambienti e specie che in esso si possono incontrare.

Non solo natura: i resti di un secchereccio per essiccare le castagne, cardine del mondo rurale, e poi una piazzola dove si faceva il carbone, consentono di conservare la memoria storica legata alla civiltà contadina.

Cambia il tipo di roccia passando dai Calcari dell’Antola al conglomerato: roccia sedimentaria costituita da un’infinità di ciottoli cementati tra di loro. Le Rocche del Reopasso incombono sempre di più su di noi e il torrente scorre incassato nella valle: siamo entrati nella gola.

Il bosco diventa sempre più fresco e fitto: sotto le fronde dei castagni e del carpino, ad inizio primavera brilla il blu della scilla (Scilla bifolia), il rosa del dente di cane (Erythronium dens-canis) e il bianco del bucaneve (Galanthus nivalis).

Dopo un bello scorcio sul castello, il sentiero si addentra in una valletta dal clima talmente umido che sembra di essere catapultati in una giungla giurassica, l’ambiente ideale per molte specie di felci. Proseguendo, per chi volesse un po’ di riposo, ecco una piccola area attrezzata, magari per guatarsi un bel panino alla mostardella di Vobbia.

Il conglomerato inizia ad emergere prepotente, a seconda dell’esposizione si creano microclimi diversi su di esso e ad ognuno corrisponde un tipo di vegetazione rupestre differente. Infine lo sguardo corre verso l’alto fino ad incontrare la figura del Castello della Pietra, dal 1993 visitabile negli ambienti interni (per giorni e orari di visita consultare la pagina dedicata a questo capolavoro di architettura castellana ligure).

Sono state riportate alla luce cisterne, segrete, nicchie, scale, l’ampia sala coperta a vela e i camminamenti con ampio panorama sulla valle. La visita è d’obbligo! Chi non volesse ripercorre tutto il sentiero dell’andata può proseguire in discesa raggiungendo in 15 minuti la strada asfaltata per Vobbia, distante circa 3 chilometri.

Testo e foto di Enrico Bottino e Stefano  Spadaccini

MAPPA

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