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Il Castello di Senarega venne edificato a difesa delle vie di comunicazione e commercio fra il mare e la pianura

Per centinaia d’anni la struttura fu abitazione nobiliare e centro amministrativo della Valbrevenna. In epoca più recente divenne sede della scuola del piccolo borgo e poi di una comunità di recupero.

Dopo un periodo di abbandono il Parco dell’Antola ha acquisito il castello, realizzando, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Valbrevenna, un imponente lavoro di restauro e valorizzazione che ha trasformato la struttura in rifugio escursionistico e polo funzionale, in grado di offrire ospitalità a quanti desiderano immergersi nella natura incontaminata del comprensorio dell’Antola e nella storia dell’antica vita in valle.

Una foto pubblicata da @giufra65 in data:

Il rifugio consta di 3 camere con servizi privati per un totale di 9 posti letto, salone, sala lettura (con biblioteca di 500 volumi) e un locale cucina perfettamente attrezzato, a disposizione per gli ospiti.

Nel piano sottotetto della torre è stata ricavata una sala studio e ricerca.

Il castello è inoltre a disposizione per cerimonie, mostre temporanee, convegni, feste private e, nei mesi estivi, per soggiorni e settimane verdi per bambini.

I costi del soggiorno

  • 40 euro doppia uso singola;
  • 70 euro camera doppia:
  • 84 euro camera tripla;
  • 110 euro camera quadrupla.

La storia del castello

Eretto dalla famiglia Senarega con funzioni di controllo sull’antica mulattiera che saliva al valico di San Fermo, il Castello divenne nel quattrocento proprietà dei Fieschi.

L’edificio, cui anticamente si accedeva con un ponte levatoio, è composto dal palazzo del XV secolo e dalla torre a sezione quadrata, risalente al XII secolo.

Durante la lunga signoria fliscana, l’edificio fu utilizzato semplicemente con funzioni amministrative ed i sotterranei adibiti a prigione con la cosiddetta “stanza della tortura”, dove sono presenti anelli ai muri e dove si trovava una botola a pozzo munita di lame, che servivano, si narra. Per giustiziare i nemici dei Fieschi, e in seguito adibita a un più pacifico utilizzo come cisterna per l’acqua

Il restauro conservativo, che ha riguardato anche l’ottocentesco Oratorio e alcune vie del borgo, ha permesso di recuperare gli originali elementi architettonici dell’edificio, dalle facciate in calce al tetto in “ciappe”, dal salone d’ingresso con il grosso camino, all’antica cucina e alla torre dotata di feritoie per avvistamento e protezione.

Una foto pubblicata da Anna (@annissre) in data:

Orario di apertura

Lunedì

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Martedì

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Mercoledì

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Giovedì

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Venerdì

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Sabato

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Domenica

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Il rifugio escursionistico è aperto 300 giorni l'anno. Chiusura nei mesi invernali di gennaio e febbraio. Si raccomanda di prenotare il pernottamento contattando i gestori agli indirizzi segnalati in questa pagina.

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