Radius: Off
Radius:
km Set radius for geolocation
Cerca

Pentema

Pentema è forse il più conosciuto fra i borghi rurali del territorio del Parco dell’Antola. Questa piccola frazione del comune di Torriglia, che sorge isolata fra i pendii boscosi della Val Pentemina, poco oltre gli 800 metri di quota, è divenuta celebre per il presepe a grandezza naturale che ogni anno viene allestito fra i vicoli, gli acciottolati, gli archi e le case del centro storico.

Le scene rievocano ambientazioni e mestieri della vita contadina, ricostruiti con suppellettili e utensili d’epoca. Ma la vera magia del presepe di Pentema sta nel luogo stesso in cui è ambientato: il piccolo nucleo abitato dista solo 10 chilometri da Torriglia e una cinquantina da Genova, ma qui ben poco è cambiato rispetto agli inizi del ‘900 e aggirarsi per le vie del paese, magari in una sera d’inverno, con una spruzzata di neve che imbianca le montagne d’intono, è un po’ come fare un salto indietro nel tempo

Senarega

Senarega non è un borgo contadino come gli altri. Anche oggi chi sale in alta Val Brevenna arrivando in vista del nucleo abitato non può fare a meno di ammirare, accanto alle tipiche case rurali, altre costruzioni ben più “monumentali”, che raccontando la sua storia antichissima e il ruolo strategico di presidio lungo le vie del sale.

Il paese si sviluppa, infatti, attorno al massiccio edificio del Castello Senarega-Fieschi, con la sua torre quadrata e l’annesso palazzo. Anche l’imponente chiesa Parrocchiale dell’Assunta e l’ex canonica parlano chiaro: quello che oggi è un paese quasi disabitato, per lungo tempo è stato uno dei centri più popolosi della valle.

Degna porta d’accesso a questo piccolo capoluogo montano è l’antico ponte in pietra, che scavalca il Rio dell’Orso proprio nei pressi della Cappelletta di N.S. delle Grazie e ricorda il tempo in cui la strada carrabile di fondovalle non esisteva.

I recenti interventi di valorizzazione del Castello, trasformato, grazie all’impegno dell’Ente Parco dell’Antola, in un moderno rifugio escursionistico, e l’allestimento nei locali dell’ex canonica dell’interessante Sezione Etnologica del Museo a Tappe dell’Alta Valbrevenna, stanno oggi cambiando il destino di Senarega, che da paese abbandonato si sta trasformando in uno dei più interessanti centri di attrazione del territorio del Parco.

La chiesa è anche sede di apprezzati concerti organistici, grazie al prestigioso organo Locatelli del 1898, restaurato nel 2011 con il contributo degli abitanti del borgo. Nella piazza al centro del paese, inoltre, è attiva un’ottima trattoria, erede della tradizione delle osterie che un tempo animavano la vita del paese (sembra che agli inizi del ‘900 se ne contassero ben sette!).

Chiappa

A un paio di chilometri da Senarega, posto in splendida posizione panoramica a circa 900 metri di quota, si trova il suggestivo borgo rurale di Chiappa. Per comprendere l’origine del curioso nome basta inoltrarsi fra le stradine interne dell’abitato, dove alcune case conservano ancora la tradizionale copertura del tetto realizzata con lastre di pietra tipiche della zona, chiamate “ciappe” nel dialetto locale.

Chiappa è un punto di riferimento importante per gli appassionati di escursionismo che frequentano la valle. Da qui partono gli itinerari che conducono sull’Antola e si possono percorrere diversi sentieri che portano alla scoperta dei segni dell’antica civiltà contadina. Attorno alla frazione, infatti, si articola un estesissimo labirinto di muretti a secco, edificati nei secoli dagli abitanti della valle per sfruttare al massimo le scarse superfici di terra coltivabile.

Camminando nei dintorni di Chiappa si incontrano ancora i casoni, architetture un tempo utilizzate come ricovero per uomini e animali o deposito degli attrezzi durante i lavori agricoli, e i resti dei seccherecci, testimonianze del ruolo fondamentale della raccolta e della lavorazione della castagna nell’economia delle popolazioni dell’entroterra.

Lavazzuoli

Con i suoi 1145 metri sul livello del mare Lavazzuoli è la frazione più alta della Val Brevenna. Anche qui, come nel vicino nucleo di Chiappa sono ben visibili i vecchi terrazzamenti utilizzati un tempo per l’ agricoltura e la fienagione e oggi in parte recuperati dall’azienda agrituristica attiva nella frazione.

#tramonto#lavazzuoli#valbrevenna#

Una foto pubblicata da Paolo Bagnasco (@paolobagnasco_) in data:

L’isolamento, che a partire dalla fine dell’800 è stato la principale causa dell’abbandono di Lavazzuoli, come di tanti altri nuclei della valle, è oggi uno dei suoi elementi di fascino: le poche case che compongono la frazione, infatti, si possono raggiungere solo a piedi, percorrendo per una ventina di minuti il sentiero che da Piancassina risale verso l’Antola.

All’interno della frazione si trovano alcuni elementi architettonici decisamente degni di nota, come l’abbeveratoio con annessa fonte coperto ed incavato nel muro a secco (oggetto di un intervento di restauro e valorizzazione da parte del Parco dell’Antola). Poco oltre l’edificio che ospita l’agriturismo, lungo il sentiero per l’Antola, si trova un vecchio cascinale con la facciata rastremata caratterizzata nella parte terminale da una scalinatura assai evidente, tipica delle case celtiche.

Tonno

Il nome di questa ennesima frazione della selvaggia Val Brevenna ci riporta indietro nel tempo di migliaia di anni. L’attuale Tonno è probabilmente un eredità del vocabolo ligure-celtico tun o thun, che significa “luogo abitato”. Oggi, quello che fu uno degli abitati più antichi dell’entroterra genovese, è un luogo di ricordi e di atmosfere fuori dal tempo. Il fascino delle antiche case contadine non è diverso da quello di altre frazioni della valle.

Per scoprire la vera peculiarità di Tonno occorre fare qualche passo oltre la strada e scendere lungo il sentiero che conduce all’omonimo Rio. Qui, in un ambiente incantato, plasmato dall’acqua che ha eroso i teneri calcari dell’Antola e protetto dalla verde penombra dei boschi, si incontrano i ruderi degli antichi mulini che, per più di cinquecento anni, hanno macinato grano e castagne, come testimonia la scritta con la dada di costruzione del complesso: anno 1420! Il più grande dei mulini, situato proprio nei pressi del Rio Tonno, conserva ancora alcune macine e parte degli ingranaggi che ne consentivano il funzionamento.

Indirizzo

Indirizzo::

-

GPS:

44.537387583829, 9.1502380371094

Telefono:

-

Email:

-

Web:

-

MAPPA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati

Inline
Inline

Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti, per offrirti servizi in linea con le tue preferenze ed in alcuni casi per inviare messaggi pubblicitari. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookies. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookies Clicca qui

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi