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Il ritorno degli Ungulati

Il ritorno degli Ungulati

I daini e i caprioli sono ritornati a popolare i boschi del Parco

Le faggete e i castagneti inselvatichiti delle valli Scrivia e Trebbia sono custodi delle testimonianze dell’antica civiltà contadina. Il graduale processo di spopolamento dell’area montana e il conseguente abbandono delle pratiche colturali legate all’economia rurale hanno consentito alla vegetazione arbustiva e arborea d’impossessarsi delle vaste aree prative adibite un tempo a sfalcio e pascolo.
Il daino
Questa nuova situazione ambientale ha favorito l’evoluzione della componente faunistica e il ripopolamento dei boschi, al quale l’uomo non è rimasto estraneo immettendo ad esempio il daino, specie di scarso valore conservazionistico, in quanto estraneo alla fauna autoctona, ma che tuttavia può rappresentare un’attrattiva per il turismo naturalistico.

Sono spettacolari i combattimenti fra maschi che avvengono nella favolosa cornice dei boschi autunnali con i particolari bramiti che riecheggiano soprattutto nella Valle del Brugneto.

Il capriolo

Altrettanto gradito risulta il ritorno del capriolo, il più piccolo cervide europeo adatto a vivere in tutti gli ambienti naturali e rurali offerti dall’Appennino ligure da cui era scomparso alla fine dell’Ottocento.

Dalla macchia mediterranea alle praterie culminali con una certa preferenza per gli ambienti di transizione (spesso rappresentati dai pascoli semi-rimboschiti) il capriolo ha sicuramente impreziosito il patrimonio faunistico della Liguria.

Il daino

Nelle valli dell’Antola è possibile osservarlo tutto l’anno, soprattutto nelle prime ore del mattino e verso sera, o in primavera e in piena estate, quando si prodiga in inseguimenti mozzafiato. Il capriolo è presente, con popolazione omogenea, dalle Alpi Liguri al Beigua alle valli Scrivia e Polcevera, e sta proseguendo nella sua decisa colonizzazione verso Est.

Il rinvigorirsi dei popolamenti di ungulati selvatici è tra i fattori principali che hanno riaperto le porte al lupo, un super predatore sradicato tra l’800 e il ‘900 dalle valli interne della Liguria.

 

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