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“Palanconi”, il fascino dei daini in amore

“Palanconi”, il fascino dei daini in amore

Primo mattino in un giorno di metà Ottobre, valle del Brugneto.

Il lago è nascosto dalla coltre di nebbia mattutina che tarda a diradarsi. Dalla valle si levano distinti versi grevi: sono i richiami dei daini maschi! Per tutto ottobre questo splendido ungulato è nel periodo degli amori ed è facilmente osservabile nelle radure e nei boschi del Parco.

Il daino (Dama dama) ha diverse strategie riproduttive e qui in valle, data l’alta densità, ha scelto quella a lek. Un lek è una grande arena in cui si raggruppano diversi maschi adulti a scopo riproduttivo. A seguito di scontri che dettano le gerarchie sociali e territoriali, ogni maschio “conquista” una porzione di bosco. Inizia a quel punto l’incessante attività di marcamento che può essere olfattivo, con l’urina o secrezioni ghiandolari, visivo con raspate sul terreno o fregoni sui tronchi oppure uditivo con il bramito.

Quest’ultimo è forse il comportamento più caratteristico di questa fase, assistiamo a veri e propri concerti continui da parte dei maschi che così mostrano il proprio vigore ai rivali ed alle femmine.

Muovendomi cauto e silenzioso, data la delicatezza del momento è d’obbligo non disturbare gli animali, raggiungo il capanno. Una volta all’interno mi metto a scrutare il castagneto e subito vedo i maschi: alcuni si riposano, altri contribuiscono al continuo concerto di bramiti che mi accompagnerà per tutta la giornata.

Nonostante si siano accorti di me non si sono dati alla fuga e posso facilmente rendermi conto del perché i maschi adulti vengano chiamati “palanconi”: sono animali maestosi –arrivano al metro al garrese superando i 100kg di peso – con ampi palchi la cui pala è larga oltre 10 cm.

Una serie di colpi secchi attraversano la boscaglia: due maschi si scontrano proprio davanti a me. La scena è quasi epica mentre uno dei contendenti strenuamente cerca di resistere al fango ed alla forza dell’altro. Terminato lo scontro c’è un po’ di quiete e finalmente si fanno vedere anche le femmine che sono decisamente più timide stazionando solo per qualche minuto in vista al capanno.

Resto tutto il giorno ma è una continua emozione, a volte arriva un nuovo maschio scatenando la reazione di quelli già presenti, in altri momenti sento il suono dei pachi che si scontrano più a valle nascosti dal bosco. Durante il ritorno avvisto ancora molti daini, spesso il mio sguardo e il loro s’incrociano, è solo un attimo, ma denso di emozioni impossibili da spiegare. Uno spettacolo della natura… dietro casa!

Per vivere un’esperienza simile l’ideale è il crinale che dal monte Prelà conduce al monte Scietto; l’area, soprattutto dal lato Val Brugneto, presenta molte radure che non esiteranno a dare soddisfazioni a chi le scruterà con un semplice binocolo. Oppure è possibile partecipare ad una delle escursioni che il Parco dedica a questo magnifico ungulato! A questo scopo vi invito alla pagina del CamminAntola per conoscerne le date!

Testo e foto di Stefano Spadaccini

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La Redazione del Parco dell'Antola, si occupa della creazione e della gestione dei contenuti che sono pubblicati su questo sito.

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