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Orienteering: lo sport dei boschi

Orienteering: lo sport dei boschi

“L’Orienteering è sport gran bello, muove le gambe ed il cervello” (Vladimir Pacl)

di Fabio Storti (Delegato FISO Genova – origenova.blogspot.it)

Cari amici dell’Antola, è per me un vero piacere scrivere questo breve articolo per far conoscere un poco di più questo giovane e meraviglioso sport che è l’Orienteering ed il suo pioniere in Italia, Vladimir Pacl.

Tutto è nato dalle mie abituali frequentazioni del C.A.I. Sezione Ligure, in virtù della pratica per lo sci nordico ed incrociando casualmente alcuni amici attratti dalla stessa passione per la cartografia.

Come spesso accade, da cosa nasce cosa: grazie al finanziamento dell’Ente Parco, il C.A.I. Sezione Ligure e la Federazione Italiana Sport Orientamento Liguria, realizzano periodicamente, nei pressi della vetta del Monte Antola, una cartografia apposita per l’Orienteering.

Dopo aver attrezzato la zona con 34 punti di controllo (pali di legno numerati con apposita punzonatrice), vengono predisposti 4 diversi percorsi (verde, blu, rosso, nero), in modo da soddisfare le più disparate esigenze psicofisiche, dai bimbi della scuola elementare alle famiglie, dagli escursionisti agli atleti più motivati.

I percorsi partono tutti dal Rifugio e le carte per l’Orienteering sono a disposizione presso i gestori.

Il percorso di orienteering attrezzato presso il Monte Antola

L’Orienteering, “sport dei boschi”, è una pratica sportiva totalmente ecocompatibile, nata agli inizi del Novecento in Scandinavia e si sta diffondendo rapidamente in tutto il mondo, anche in Val Trebbia, dove negli ultimi anni i residenti e le amministrazioni locali ne hanno condiviso la filosofia e abbracciato il significato sportivo, turistico e sociale, accogliendo iniziative interessanti come la “5 giorni degli Appennini” che nel 2013 ha visto una partecipazione numerosa, circa 1000 atleti di 34 nazioni diverse.

Sportivi che hanno “invaso” festosamente la valle riportando a casa, nei cinque continenti, una “cartolina” di verde impreziosita dall’aria salubre, dall’ospitalità locale e dalla genuinità dei sapori! L’altro aspetto fondamentale è che si tratta di uno sport ad altissimo contenuto interdisciplinare, non a caso per Legge dello Stato, da alcuni anni è materia obbligatoria nel biennio di tutti i Licei Sportivi d’Italia.

Il percorso di orienteering dell’Antola è dedicato a Vladimir Pacl, nativo di Ceska Trebova, a nord di Praga, dove si laureò maestro di sport e in psicologia, approfondendo e praticando più discipline sportive: atletica, rugby, nuoto, vela, alpinismo, canoa fluviale, pallavolo, pallacanestro e sci di fondo.

Lavorò come Segretario nel Comitato Olimpico Cecoslovacco, fu componente della Federazione Internazionale dello Sci e dal 1969 al 1972 presidente della commissione di sci di fondo.

Nel 1968 in Cecoslovacchia fu tra coloro che contestarono l’intervento dei carri armati russi, questo suo schierarsi gli costò la libertà di azione che aveva come funzionario del Comitato Olimpico, dal quale fu esonerato nel 1971, contemporaneamente ad un altro famoso funzionario, Emil Zàtopek, grande atleta ed amico. Restò nella F.I.S. per la quale ebbe l’incarico di Delegato agli Europei Juniores di prove nordiche che si svolsero al Tarvisio nel 1972; qui chiese asilo politico e rimase in Italia.

A Ronzone in Val di Non, Trentino, il 27 Luglio 1974 organizzò quella che viene considerata la prima gara di Orienteering in Italia.

 

Vladimir Pacl nel luglio 1998, quando, oramai in sedia a rotelle alla premiazione della 5 Giorni della Valle di Non, raccolse il lungo applauso dei circa 3000 atleti accorsi da tutto il mondo

In quegli anni girò in lungo ed in largo l’Italia, facendo conoscere l’orienteering, lo sci di fondo escursionistico, le palestre nel verde, il trekking, il telemark a decine di migliaia di persone.

Proprio per il fatto di essere un cittadino apolide, venne anche definito “uomo senza frontiere”, spesso anche senza fissa dimora proprio per questa sua passione e impegno a diffondere lo sport nella sua essenza più vera, sempre con pochi soldi in tasca viveva grazie alla generosità, all’ospitalità e al contributo dei molti amici che lui riusciva a coinvolgere in modo ineguagliabile.

Le persone che lo hanno conosciuto possono raccontare di aver vissuto giornate indimenticabili con lui, sia come maestro di sport ed animatore instancabile, sia come uomo di grande cultura (parlava 9 lingue).

Vladimir Pacl ha tracciato un futuro credibile per l’Orienteering, in Italia con la sua personalità e le sue idee hanno segnato la nascita di questo sport.

“Triste far niente, dolce far movimento!” e “L’Orienteering è sport gran bello, muove le gambe ed il cervello” sono due dei tanti motti di Vladimir Pacl rimasti famosi e che ancora oggi consentono di mantenere vivi il suo operato e i suoi insegnamenti.

Grazie a Vladimir Pacl e all’Orienteering sia i bambini che gli adulti possono avvicinarsi e scoprire la natura che li circonda.

 

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