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Il Museo della Cultura contadina dell’Alta Val Trebbia: le radici della nostra storia!

Il Museo della Cultura contadina dell’Alta Val Trebbia: le radici  della nostra storia!

L’Alta Val Trebbia, una delle conche più pittoresche, isolate e incontaminate dell’Appennino genovese, è come una grande biblioteca dove cercare i libri che raccontano la vita dei nostri vecchi, una vita trascorsa in condizioni di assoluta precarietà.

Cascine, casoni, seccherecci, carbonaie e mulini: sono loro le pagine dei nostri libri testimoni dell’antica civiltà contadina e pastorale. Pagine che possiamo sfogliare nella penombra dei castagneti, sui crinali dei monti, negli agglomerati rurali, camminando lungo i borghi storici. Un “museo diffuso sul territorio” che caratterizza l’autenticità, l’unicità e la bellezza del nostro Parco!

Nel campo del recupero e mantenimento della cultura locale assurge protagonista Montebruno, in passato importante luogo di transito commerciale perché posto lungo l’antico tracciato che univa la Val Fontanabuona con la Val d’Aveto. Il piccolo centro sulle rive del Trebbia si lascia amabilmente ricordare non solo per il verde intenso dei monti che lo attorniano, ma anche per due gioielli artistico-architettonici: il maestoso ponte in pietra a quattro arcate voluto dai Doria e il vicino Santuario di N.S. di Montebruno che custodisce una statua lignea del XII secolo della Vergine.

In alcuni ambienti dell’adiacente ex Convento degli Agostiniani si può ammirare la mostra fotografica permanente dedicata ai luoghi di culto della valle, il “Museo del Sacro” e il “Museo della Cultura contadina dell’Alta Val Trebbia”,forse il più bello di tutta la Liguria. Delle diverse sezioni in cui si compone l’esposizione permanente (artigianato del passato, cicli agricoli lavorativi, stalla e cucina), la più interessante forse è quella dedicata all’attività castanicola, grazie anche ad un vecchio mulino ancora in grado di macinare. A presentarcelo nel video qui sotto è don Pietro Cazzullo, parroco di Montebruno e di tutta la Val Trebbia.

Nel museo etnografico sono conservati oggetti che restano muti testimoni di secoli e secoli di storia del mondo rurale.

https://youtu.be/H6SItBckl5k

La passione e lungimiranza delle comunità locali hanno consentito di preservare l’integrità storica e culturale della valle, sono loro ad aver conservato i nostri “libri” e grazie a loro non abbiamo perso capitoli importanti della nostra storia.

Sempre nell’ex Convento degli Agostiniani da non perdere il Chiostro omonimo, restaurato e inaugurato poco più di un anno fa – insieme alla sala capitolare e alla cappella – grazie ai fondi Par-Fas dalla Regione Liguria e con il cofinanziamento del Comune di Montebruno, parrocchia e, per la spalla del ponte, anche dall’ex Provincia ora Città metropolitana. 

Questo complessodice il sindaco Mirko Bardini – è davvero il centro, il fulcro fondamentale per la nostra comunità ed è una grande gioia vedere la rinascita del suo chiostro e degli affreschi delle sale che vi si affacciano, simbolo della comune volontà di valorizzare l’intera Montebruno con tutti i suoi tesori” (fonte: inchiostrofresco)

I restauri hanno riaperto gli spazi originari fra i pilastri del chiostro, che erano stati chiusi, lasciando solo piccole finestrelle, nel ‘700 e restituito tutta la luminosità con grandi vetrate al deambulatorio.Don Pietro è molto orgoglioso della sala capitolare dove sono riemersi tutti gli affreschi del 1616 che negli anni ’70, per adattare lo spazio storico a cinema, erano stati addirittura ricoperti di calce.

L’altra sala delle meraviglie aperta sul chiostro è quella dell’antico refettorio agostiniano, dove uno di fronte all’altro i dipinti di Sant’Agostino e di una magnifica Ultima Cena di Cristo si guardano. (fonte inchiostrofresco).

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