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L’Antola ed i Lepidotteri

L’Antola ed i Lepidotteri

L’Antola è da sempre associata ad una notevole ricchezza di biodiversità ma soprattutto eccelle nella ricchezza di insetti soprattutto Lepidotteri, più noti come farfalle

Perché l’Antola è il Parco dei Lepidotteri? Lo vedremo ma, per capire meglio, prima servono alcune informazioni generali sulla biologia di questi insetti pur evitando di esaminare specie per specie e di entrare in troppo nozionismo.

I Lepidotteri sono stati suddivisi in due grandi categorie chiamate Heterocera e Rhopalocera includendo nella prima tutti quelli ad abitudini notturne e nella seconda quelli diurni. Si tratta, certo, di una divisione semplicistica e non valida dal punto di vista tassonomico, ma utile per approcciare quest’ordine molto ricco di specie e talmente variegato che è quasi impossibile operare divisioni nette. Alcune specie sono migratrici come Vanessa atalanta, Cynthia cardui o Aglais urticae, che di solito arrivano dall’Africa a marzo anche se, a causa dell’aumento della temperatura media invernale, sembrano sempre più anticipare il loro arrivo.

Ovviamente durante l’autunno assistiamo alla migrazione inversa verso l’Africa, ma alcuni esemplari di queste specie preferiscono svernare da noi cercando riparo negli anfratti naturali, nelle cantine o nei sottotetti delle case. Dal punto di vista riproduttivo molte specie sono polivoltine, ossia hanno più di una generazione durante l’anno.

Da evidenziare il fatto che le femmine non depongono le loro uova a caso ma hanno vere e proprie tecniche per scegliere gli ambienti più idonei al loro successo riproduttivo, cioè ambienti ricchi di specie vegetali necessarie ai bruchi ma poveri di parassiti e con tante altre particolarità che dimostrano quanto sia “consapevole” la scelta del sito di ovideposizione. Tanta attenzione è necessaria perché sono gli stadi giovanili, i bruchi, ad essere maggiormente infeudati all’ambiente che li circonda, infatti i bruchi per svilupparsi necessitano di piante erbacee, arbusti o alberi ricchi di nutrienti. Anche i bruchi si sono specializzati nello scegliere le specie vegetali a loro più congeniali.

Torniamo ora al tema principale: perché l’Antola è cosi ricco di specie di Lepidotteri? Anzitutto per diversi fattori che si legano alle caratteristiche biologiche dell’ordine. Ricchezza di habitat sia strutturati sia ancora in piena evoluzione soprattutto nelle zone di confine fra un habitat e l’altro, dette ecotonali, dove regna un vero e proprio “caos” di specie vegetali. Molte specie trovano in queste aree la migliore catena trofica ed è questo il motivo per cui vi si ritrova la maggior varietà di specie.

Tuttavia anche la grande diversificazione e ricchezza degli habitat ha il suo peso; secondo l’elenco di habitat Natura 2000 sono 12 quelli presenti nell’area del Parco (SIC IT1330905) per un totale di 516,077 ettari (su una superficie totale di 2653 ettari) di questi, sei, per un totale di 356,925 ettari, rientrano nel Codice E, parliamo di praterie, p. arbustate, p. discontinue e megaforbieti, habitat molto importanti per i Lepidotteri in quanto aree aperte ed in evoluzione. Gli altri habitat fortemente rappresentati sono gli habitat forestali, codice H, per un totale di 159,149 ettari dove la parte del leone la fanno i boschi cedui, 108,001 ettari.

Per riassumere

  • Ricchezza di ambienti con molte zone ecotonali.
  • Livelli altitudinali diversi che vanno dal piano collinare a quello montano.
  • Posizione geografica fra il bacino padano e quello tirrenico.
  • Presenza dell’uomo che con la sua gestione, anche se ormai ridotta, mantiene ancora alcuni ambienti diversificati evitandone la “banalizzazione”; ecco spiegata la presenza di Eriogaster catax, (All. II e IV della Direttiva Habitat), che predilige aree ecotonali a cavallo fra i campi ed il bosco.
  • Presenza sul territorio di studiosi che hanno svolto e svolgono ricerche ed aumentano così la conoscenza del numero di specie presenti.

*Dottor Valter Raineri – Responsabile Ufficio Biodiversità di ARPAL, Direzione Scientifica – U.O. Pianificazione e Coordinamento Attività Territoriali. Studioso di biodiversità e di farfalle notturne (Geometridae) e gestore scientifico di Li.Bi.Oss. (Osservatorio Ligure della biodiversità).

Testo di Valter Raineri

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